Biomonitoraggio ambientale per imprese e territori
Bee-based intelligence: osservazione biologica, dati ambientali, valore per l’impresa.
Biomonitoraggio ambientale per imprese e territori
Bee-based intelligence: osservazione biologica, dati ambientali, valore per l’impresa.
Che cos’è il biomonitoraggio ambientale?
Il biomonitoraggio ambientale è un sistema di osservazione che utilizza organismi viventi e parametri biologici per rilevare possibili variazioni ecologiche legate alla presenza di sostanze inquinanti nell’ambiente. Apiens ha un proprio laboratorio di smielatura, negli spazi di Apicoltura BEEO a Cocconato d’Asti, certificato BIO.
Nel metodo Apiens, le api sono utilizzate come bioindicatori naturali. Durante la loro attività quotidiana esplorano il territorio intorno alla stazione di biomonitoraggio, entrando in contatto con aria, acqua, suolo e vegetazione.
Perché le api sono bioindicatori ambientali?
La letteratura scientifica classifica i bioindicatori in tre categorie. Apis mellifera rientra in tutte e tre.
È questa combinazione tra osservazione biologica e analisi tecnica che rende il biomonitoraggio ambientale uno strumento utile per leggere il territorio in modo accessibile, ma scientificamente fondato.
Ape singola
Famiglia
Alveare
Come funziona il protocollo Apiens
Il biomonitoraggio Apiens si basa sul Protocollo di Biomonitoraggio Ambientale “Le Api Sentinelle dell’Ambiente”, sviluppato dall’esperienza di Apicoltura BeeO.
01
Benessere delle api
02
Qualità dei prodotti dell’alveare
03
Analisi su eventuali residui
04
Ricerca di traccianti specifici
05
Approccio benefit
Il valore distintivo di Apiens
Protocollo validato
Il metodo deriva dal Protocollo di Biomonitoraggio Ambientale “Le Api Sentinelle dell’Ambiente”, validato dall’Università degli Studi di Torino – DISAFA.
Competenze apistiche specializzate
La gestione degli alveari è affidata a competenze esperte, con attenzione al benessere delle colonie e alla qualità delle osservazioni.
Lettura ESG e comunicazione
I risultati vengono interpretati anche alla luce delle esigenze di sostenibilità, reporting, CSR e relazione con gli stakeholder.
Come funziona un progetto di biomonitoraggio Apiens?
Analisi del contesto
Ogni progetto parte dalla comprensione dell'azienda e del territorio in cui opera.
Apiens valuta il sito, gli obiettivi dell'impresa, le caratteristiche dell'area, gli stakeholder coinvolti e le possibili finalità del progetto: ESG, CSR, comunicazione ambientale, relazione con la comunità, rendicontazione o presidio reputazionale.
Questa fase permette di costruire un servizio coerente con il contesto e non standardizzato.
Predisposizione della stazione di biomonitoraggio
La stazione di biomonitoraggio è composta da almeno 6 famiglie di api, numero considerato necessario per garantire l'efficacia delle osservazioni e la significatività delle matrici raccolte. Le famiglie appartengono alla specie Apis mellifera, sottospecie ligustica.
Le arnie utilizzate sono del modello standard Dadant Blatt da dieci favi. Il materiale è dedicato al progetto: arnie nuove, favi e telaini costruiti con cera sterilizzata e certificata bio.
Dove utile, possono essere installati anche Bee Hotel, pensati per dare riparo ad altri insetti pronubi e contribuire al rafforzamento della biodiversità locale.
Gestione etica e osservazione periodica
La gestione degli alveari avviene nel rispetto del benessere delle colonie e dei cicli naturali delle api.
Per ciascun alveare viene predisposta una scheda analitica, aggiornata periodicamente, che consente di monitorare informazioni come numero di telaini occupati, presenza e compattezza della covata, forza della famiglia, eventuali criticità e stato sanitario generale.
Il protocollo esclude pratiche invasive o forzature produttive. L'obiettivo non è massimizzare la produzione di miele, ma garantire la qualità del monitoraggio e il benessere delle colonie.
Campionamento e analisi delle matrici
Le matrici dell'alveare vengono raccolte secondo le procedure previste dal protocollo e inviate a laboratori accreditati.
Le analisi possono riguardare miele, polline, cera, propoli, pane d'api o altri elementi selezionati in funzione degli obiettivi del progetto.
Il miele rappresenta spesso una matrice particolarmente utile perché conserva informazioni sul territorio esplorato dalle api e può essere sottoposto ad analisi qualitative e chimico-fisiche.
Report e restituzione dei risultati
I risultati vengono organizzati in un report tecnico annuale, costruito per essere leggibile anche da un pubblico non specialistico.
Il documento raccoglie gli elementi essenziali del progetto: la descrizione della stazione di biomonitoraggio, le attività realizzate nel periodo, le osservazioni sulle colonie e gli esiti delle analisi condotte sulle matrici dell'alveare. A questi si aggiunge una lettura dei principali indicatori emersi, utile a inquadrare le evidenze rilevate nel contesto monitorato.
Il dato tecnico diventa così un contenuto utilizzabile dall'impresa per comprendere meglio il territorio, dialogare con gli stakeholder e alimentare strumenti di comunicazione e rendicontazione.
Quali analisi possono essere attivate?
Analisi qualitative del miele
Quando la matrice miele è ritenuta idonea, possono essere analizzati alcuni indici qualitativi:
- idrossimetilfurfurale, o HMF, indicatore di conservazione, lavorazione e invecchiamento del miele;
- indice diastasico, collegato alla freschezza del prodotto;
- acidità libera, utile per rilevare la presenza di acidi organici;
- percentuale di umidità, rilevante per la conservazione e la qualità del miele.
Ricerca di metalli
Il protocollo può prevedere la ricerca di metalli come piombo, nichel, mercurio, cromo e cadmio. A campione e a rotazione, possono essere ricercati anche altri metalli, in funzione del contesto e degli obiettivi del monitoraggio.
Analisi melissopalinologica
Analisi multiresiduale
L’indagine può comprendere oltre 560 molecole e il glifosato, contribuendo anche a escludere che eventuali effetti negativi sulle colonie siano imputabili all’attività industriale.
Ricerca di traccianti specifici
Cosa restituisce il biomonitoraggio all’impresa?
Dati ambientali leggibili
Supporto a ESG e CSR
Riduzione del rischio reputazionale
Valore per il territorio
Per quali aziende è indicato?
È particolarmente adatto a:
- aziende industriali e siti produttivi;
- utility e multiutility;
- gestori ambientali;
- imprese agricole e agroalimentari;
- aziende logistiche e infrastrutturali;
- PMI strutturate radicate sul territorio;
- organizzazioni che redigono bilanci di sostenibilità o report ESG;
- imprese che vogliono attivare progetti CSR con scuole, comunità e stakeholder locali.
Ogni progetto può essere adattato al contesto, alla dimensione dell’azienda, al sito monitorato e agli obiettivi di sostenibilità e comunicazione.